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La vegetazione ripariale

Il fiume Alcantara sorge dal settore orientale dei Monti Nebrodi (Monte Calarvelo, sorgente Gacci a 1.378 s.l.m., comune di Floresta) le acque vanno a confluire insieme ad altri impluvi in località Piano Grande e successivamente  queste incontrano la sorgente S. Giacomo in territorio di Randazzo da qui formano un alveo principale fino a sfociare sul Mar Ionio. Lungo il suo scorrere l'Alcantara attraversa diversi biotopi che si sviluppano in relazione alla variazione dell'altitudine, del clima, del suolo e alla pendenza dell'alveo, formando ambienti fluviali o di fiumara, formazioni vegetali mesoxerofile e, nelle zone alluvionali di pianura, colture agrarie.
L'esistenza di questi ambienti di notevole pregio naturalistico, paesaggistico e scientifico ha contribuito nel 2001 alla istituzione del Parco Fluviale dell'Alcantara.
Il corso del fiume Alcantara può essere separato in quattro tratti, ognuno caratterizzato da un certo substrato geologico, dalla conformazione e pendenza dell'alveo e da una particolare vegetazione. Nel primo tratto, compreso fra le sorgenti (sotto Floresta) e Randazzo, il fiume, caratterizzato da una elevata pendenza, scorre su rocce sedimentarie. In questo tratto montano la vegetazione è frutto dei rimboschimenti realizzati intorno agli anni 50' con castagno (Castanea sativa), ontano napoletano (alnus glutinosa) e pino nero (Pinus nigra) e in minor misura faggio (fagus silvatica). Sporadicamente troviamo olmi (Ulmus minor) e pero selvatico (Pyrus Pyraster).
Gli argini sponde presentano, per ampi tratti, una cenosi fanerofitica costituita principalmente da pioppi (Populus nigra e P. alba) e saliceti arborei e arbustivi (Salix alba, S. pedicellata, S. purpurea).

Dopo Randazzo e fino alla foce sul mar Jonio, il fiume Alcantara assume, in generale, un andamento più pianeggiante anche se non mancano piccole cascate o tratti più scoscesi. Il reticolo idrografico assume una caratteristica e specifica simmetria litologica con affioramenti sedimentari alla sinistra idraulica del fiume e vulcaniti etnee alla destra idraulica.
Il secondo tratto va da Randazzo a Mojo Alcantara. L'alveo diventa ampio, assumendo in alcune zone l'aspetto di fiumara con ampi greti ciottolosi. La vegetazione, rada, è costituita soprattutto da saliceti ai quali si accompagnano erbe e arbusti tra i quali annoveriamo i Perpetuini d'Italia (Helichrysum italicum), il Ginestrino (Lotus commutatus) e l'Euforbia rigida (Euphorbia rigida). Sui terreni alluvionali, più sollevati rispetto al letto del fiume, crescono gli Oleandri (Nerium oleander), le Tamerici (Tamarix sp.), la Ginestra comune (Spartium junceum) e lo Sparzio spinoso (Calicotome infesta). Dove l'alveo è abbastanza ampio, osserviamo boschi ripariali costituiti dal Platano orientale (Platanus orientalis), dal Salice bianco (Salix alba), dall'Olmo minore (Ulmus minor), dal Frassino (Fraxinus oxycarpa) e dal raro Ontano nero (Alnus glutinosa), che ha in quest'area le sue uniche stazioni siciliane.
Particolarmente importante è la presenza del Salice di Gussone (Salix gussonei) in quanto endemico del fiume Alcantara, oltre che di alcuni corsi d'acqua della Sicilia nord-orientale, la cui sopravvivenza è legata al mantenimento di un habitat ripariale integro.
La vegetazione dell'Alcantara