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La Storia

Le prime testimonianze di insediamenti umani nella valle risalgono alla tarda età del Rame/inizi Bronzo antico (necropoli di contrada Marca - Castiglione di Sicilia).

Dopo l'arrivo dei Greci a Naxos, avvenuto nel 735 a.C., i Siculi furono costretti ad internarsi: qualche tempo dopo l'area di Francavilla ospitò una colonia calcidese, di cui si conosce il ricco santuario di Demetra e Kore (VI sec. a.C.). Altri centri abitati sorsero inoltre in contrada Giardinelli ed in contrada Sant'Anastasia (Randazzo) lungo le rive del fiume, in età classica chiamato "Onobala". Dopo il periodo romano, durante il quale fu centro assai fiorente Tauromenio, i Bizantini penetrarono in tutta la valle, lasciando tra l'altro preziose testimonianze chiesastiche. Gaggi e Graniti furono i primi casali, con nuclei di popolazione araba, dopo la conquista islamica.

Nell'anno 1060/1 i Normanni diedero inizio alla liberazione della Sicilia e la notte di Natale del 1130 nasce per mano di un Antipapa, Anacleto II il regno di Sicilia. La valle dell'Alcantara fu presa in grande considerazione per via della sua posizione strategica, in quanto percorsa da una importante arteria interna di collegamento tra Messina e Palermo, più tardi ricalcata dalla via Regia. Castiglione passò al Demanio e vi rimase fino al 1373; Francavilla fu un notevole presidio abitato; Randazzo, divisa in tre etnie (Greci, Gallo-italici e Latini) continuò per tutto il periodo medioevale ad essere città autodespota. Nel XVI secolo ebbe notevole risonanza, in queste contrade, il passaggio dell'Imperatore Carlo V.

La crisi politica siciliana nel XVII secolo contribuì ad impoverire l'economia a causa anche della proliferazione di investiture nobiliari (2044 baroni in tutta l'Isola, senza contare gli altri titoli). L'alba del XVIII secolo fu di grande auspicio perché a causa del terribile terremoto del 1693, che lasciò morte e distruzione in tutta la Sicilia orientale, si dava il via all'opera di ricostruzione anche del tessuto sociale ed economico. Il 19 e 20 giugno del 1719, nel tentativo di riconquistare alla Spagna l'Isola, presso Francavilla si combatté una decisiva battaglia con gli Austriaci; furono comunque i Borboni, nel secolo XIX a provvedere con nuove leggi a dare un definitivo assetto ai numerosi neo-Comuni, favorendo le condizioni sociali dei cittadini.
L'arrivo di Garibaldi nel 1860 e la soppressione delle corporazioni religiose 7 luglio 1866, lasciarono pressoché invariate le condizioni dei Siciliani. Superato il periodo della grande emigrazione (primi del '900) si dovrà aspettare la fine della II Guerra Mondiale prima che i nostri Comuni inizino una vera e propria ripresa culturale ed economica.