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Le prime testimonianze di insediamenti
umani nella valle risalgono alla tarda età del
Rame/inizi Bronzo antico (necropoli di contrada Marca).
Dopo l'arrivo dei Greci a Naxos, avvenuto nel 735 a.C.,
i Siculi furono costretti ad internarsi: qualche tempo
dopo l'area di Francavilla ospitò una colonia
calcidese, di cui si conosce il ricco santuario di Demetra
e Kore (VI sec. a.C.).
Altri centri abitati sorsero inoltre in contrada Giardinelli
ed in contrada Sant'Anastasia (Randazzo) lungo le rive
del fiume, in età classica chiamato "Onobala".
Dopo il periodo romano, durante il quale fu centro assai fiorente Tauromenio,
i Bizantini penetrarono in tutta la valle, lasciando tra l'altro preziose testimonianze
chiesastiche. Gaggi e Graniti furono i primi casali, con nuclei di popolazione
araba, dopo la conquista islamica. Nell'anno
1060/1 i Normanni diedero inizio alla liberazione della
Sicilia; la valle dell'Alcantara ebbe un grande ruolo
strategico in quanto percorsa da una importante arteria
interna di collegamento tra Messina e Palermo, più tardi
ricalcata dalla via Regia. Castiglione passò al
Demanio; Francavilla fu un notevole presidio abitato;
Randazzo, divisa in tre etnie (Greci, Gallo-italici e
Latini) continuò per tutto il periodo medioevale
ad essere città autodespota. Nel XVI secolo ebbe
notevole risonanza, in queste contrade, il passaggio
dell'Imperatore Carlo V. La
crisi politica siciliana nel XVII secolo contribuì ad
impoverire l'economia a causa anche della proliferazione
di investiture nobiliari (2044 baroni in tutta l'Isola,
senza contare gli altri titoli). L'alba del XVIII secolo
fu di grande auspicio perché a causa del terribile
terremoto del 1693, che lasciò morte e distruzione
in tutta la Sicilia orientale, si dava il via all'opera
di ricostruzione anche del tessuto sociale ed economico.
Nel 1719, nel tentativo di riconquistare alla Spagna
l'Isola, presso Francavilla si combatté una decisiva
battaglia con gli Austriaci; furono comunque i Borboni,
nel secolo XIX a provvedere con nuove leggi a dare un
definitivo assetto ai numerosi neo-Comuni, favorendo
le condizioni sociali dei cittadini.
L'arrivo di Garibaldi nel 1860 e la soppressione delle
corporazioni religiose del 1866, lasciarono pressoché invariate le condizioni dei Siciliani.
Superato il periodo della grande emigrazione (primi del '900) si dovrà aspettare
la fine della II Guerra Mondiale prima che i nostri Comuni inizino una vera
e propria ripresa culturale ed economica. |
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