Lungo il fiume il paesaggio vegetale è caratterizzato
da differenti fitocenosi che dipendono da diversi fattori
ecologici come la morfologia del bacino idrografico della
vallata, la diversa ampiezza dellalveo e le oscillazioni
nel deflusso stagionale delle acque.
Il tratto montano del territorio, in cui ricadono Pizzo Leo (mt 1365), monte
Croce Mancina (mt 1341), Pizzo Petrolo (mt 1337), Pizzo Palo (mt 1324) e Monte
Castellazzo (mt 1311) costituisce un massiccio montuoso, considerato come appartenente
ai Peloritani occidentali, con una morfologia dei versanti modellata dai numerosi
corsi dacqua, a regime prevalentemente torrentizio. Questo lembo dei Peloritani,
noto essenzialmente perché popolato da una ricca avifauna (aquila reale
e aquila del Bonelli), desta un considerevole interesse naturalistico anche per
la presenza di cenosi forestali, tra le quali si segnala la faggeta, unica in
tutti i Peloritani.
Lo studio fitosociologico del Bosco di Malabotta, evidenzia la valenza naturalistica
della faggeta ed il suo interesse per la storia della vegetazione montana dellIsola.
La tutela di questo consorzio forestale è di grande rilevanza poiché è noto
che, una volta distrutto il faggio, difficilmente si riusciranno a ricostruire
le condizioni ecologiche ottimali.
Nel tratto compreso tra le sorgenti di Randazzo, le sponde sono interessate,
per ampi tratti, da saliceti arbustivi ed arborei; da Randazzo a Castiglione,
laddove il fiume tende ad assumere la fisionomia di fiumara con ampi greti ciottolosi,
si insedia una vegetazione glareicola (elicriseti dellEuphorbion rigidae),
sostituita da densi cespuglietti a oleandro sui terrazzi alluvionali più sollevati
rispetto al greto del letto (Spartio-Nerium oleander); tra Castiglione e Gaggi
il fiume scorre in una valle ristretta fiancheggiato da aspetti delle ripisilve,
con presenza anche di platani; da Gaggi alla foce la vallata si apre e lungo
il corso del fiume si ripresentano le formazioni di Platano-Salicetum gussonei. |